IL DRONE DI TERRA. Se le regolamentazioni italiane e internazionali limitano molto le possibilità d’uso del drone che vola, molto più facile e sicuro è l’utilizzo dei droni di terra. Un modello low cost è il Parrot Jumping (macchina di fabbricazione francese) che costa 55 euro nella versione “Race” e 169 euro nella versione Sumo (su Amazon, a marzo del 2018).  Aziende che realizzano documentari o spot utilizzano un prodotto molto più performante, ma anche più caro. In realtà, questo prodotto non esiste sul mercato e viene assemblato su richiesta oppure su iniziativa di qualche rivenditore. Come base ha una “rc car”. Sono come delle automobili radiocomandate con ruote molto grandi, adatte per percorrere strade anche accidentate. Sopra questa “rc car”, è montato un Osmo Plus. Si tratta di un “gimbal” di fabbricazione cinese – Dji il produttore – che regge una telecamera. Solo questo Osmo Plus costa 511 euro. Ma la spesa può valere la pena se volete fare la differenza rispetto ai concorrenti nella produzione di contenuti. Volete documentare il disastro delle buche di Roma? La soluzione forse più coraggiosa è mettere in strada un drone di terra che salterà sulle buche, proprio come la vostra auto, e intanto riprende la scena. Il campo di calcio è impraticabile? Fate correre il vostro drone sull’erba bagnata come fosse una palla. E il vostro servizio potrà risultare indimenticabile.

0 / 5 (0 votes)